"Sulle orme di Stockhausen".Si presenta così, l'autore del brano "I bambini fanno ooh", che quest'anno parteciperà come concorrente al Festival della Canzone Italiana. Giuseppe Povia, che lo scorso anno, proprio sul palco dell'Ariston ha cantato questo brano come colonna sonora di un'iniziativa di solidarietà a favore dei bambini del Sudan, anticipa, in esclusiva per www.festivalsanremo.com, alcuni particolari sulla canzone, dall'originale titolo Vorrei avere il becco, che porterà alla 56esima edizione del Festival. "E' un pezzo d'avanguardia. Lo definirei sperimentalista, alla Stockhausen (compositore tedesco degli inizi del Novecento, considerato tra i più originali dell'ultima generazione). Tutti si aspettano da me un brano simile a quello che cantai l'anno scorso. In realtà stupirò tutti: è un linguaggio molto particolare, che non si può scordare". Il modo di affrontare l'avvicinamento al Festival è, come ci confida lo stesso Povia, molto differente rispetto allo scorso anno: "La gara è una nevrosi. Si sente la tensione già un mese prima. Lo scorso anno andai a Sanremo il giorno prima della mie esibizione: e questo è un grosso vantaggio". "Non ho aspettative su questa mia partecipazione. So di presentarmi con una canzone originale. Mi sento di dire che ho avuto molto coraggio nel sceglierla per portarla proprio a Sanremo", ha spiegato il vincitore di ben cinque dischi di platino per la canzone I bambini fanno ooh. E cosa preferirebbe Povia se potesse scegliere tra la vittoria al Festival e un successo come quello ottenuto lo scorso anno?"Sicuramente la seconda. Ma diciamo così, se arrivare ultimo porta fortuna…Allora spero di esserlo!".
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