Francesco torna sul palco dell'Ariston per la terza volta, per la prima volta senza il titolo di dj e accompagnato dal padre, Roby Facchinetti, componente dei Pooh."Mi sento come uno che torna a Sanremo da ripetente accompagnato dal genitore - ha spiegato, scherzando, in esclusiva a www.festivalsanremo.com -. E' una sensazione bellissima e sono felice perchè la sua presenza certifica il mio percorso, il mio lavoro". Sono molte le critiche che hanno definito questa coppia inedita una trovata pubblicitaria, una strategia di marketing: "Sono parole che non hanno fondamento. In realtà tutto è nato per una serie di coincidenze magiche che ci hanno accompagnato sin dall'inizio e che, quasi, si fatica a credere vere - ha precisato Francesco -. Innanzitutto come è nato il brano: ero a casa con un amico, che mi ha fatto ascoltare una canzone, subito mi è piaciuta e cercando un testo che potesse sposarsi bene ho trovato Amore universale. Musica e testo sembravano perfetti. Quando ho fatto ascoltare il pezzo a mio padre, stranamente, l'ha subito apprezzato a tal punto che avrebbe voluto cantarlo lui. Tutti coloro che, di volta in volta, l'hanno ascoltato ci continuavano a dire che era una cosa unica. Così abbiamo deciso di proporlo per il Festival". Il brano parla del rapporto tra genitori e figli, ma cosa significa Vivere normale? "Non vuole dire non fare nulla - tiene a precisare Francesco -. Quando io penso a qualcuno che vive normale, penso a Valentino Rossi: è capace di vincere sempre, di fare cose straordinarie in moto, rendendole quasi semplici. Questo per me significa Vivere normale: vivere la propria specialità nella normalità". Anche per questo la scelta dell'artista con il quale offrire una versione inedita del brano è caduta su Anggun: "Rappresenta appieno il significato della canzone. Ha un viso, un modo di essere molto particolare, che, però, riesce a comunicare con estrema naturalezza". Dopo il Festival uscirà l'album di Francesco: "E' un cd al quale ho lavorato tantissimo e molto duramente - ha concluso l'ex dj -. Comprende anche testi che ho scritto a quattordici anni, un'età nella quale si usano metafore che solo a venti sembrano lontane anni luce. Tengo molto a questo album: voglio che ognuno possa dire: 'questa canzone è mia'. Per questo in copertina del cd ci sarà non tutto il mio viso, ma solo la bocca: in questo modo ognuno ci può mettere il proprio viso. Racconto le mie emozioni, ma che voglio siano di tutti".
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